In questa nota ho riassunto alcune mie idee e proposte, alle quali ne seguiranno di nuove che pubblicherò sul mio sito Internet www.teociavarella.it. Desidero inoltre aggiungere le vostre idee, qualora vogliate condividere con me un processo di progettualità condivisa e partecipata, in particolare per quel che riguarda i Giovani, la Cultura, la Creatività, i tre pilastri sui cui intendo impostare la mia campagna elettorale.
Bologna Capitale dei Giovani
Immagino una città viva, in cui i giovani siano protagonisti. È su di loro che dobbiamo scommettere, se desideriamo realizzare una nuova stagione culturale per Bologna. La storia pluricentenaria del nostro Ateneo ci insegna proprio questo: nella mobilità dei giovani risiede la chiave per spalancare le porte di Bologna al mondo.
In Comune mi impegnerò in prima persona per attivare tavoli di concertazione e di progettazione partecipata coinvolgendo le tante forme di associazioni culturali e giovanili della città, le Scuole, l’Accademia, il Conservatorio, l’Università.
Proporrò l’istituzione di incentivi, agevolazioni e sovvenzioni ad hoc per valorizzare i numerosi talenti che vivono in città, coinvolgendo aziende, enti e fondazioni virtuose, desiderose cioè di investire su di loro.
Sono convinto che i giovani abbiano bisogno di stare il più possibile insieme per fare emergere tutto il loro straordinario potenziale. E sono altrettanto convinto della necessità di costruire un’idea di cultura che parli al plurale, accogliendo e promuovendo l’integrazione delle tante etnie che vivono in città.
L’arte, il teatro, la musica, il cinema sono linguaggi universali capaci di connettere le radici più intime e profonde dell’essere umano, e far dialogare ogni cultura con le altre, superando e valorizzando le differenze. Per questa ragione andrò alla ricerca in prima persona di nuovi spazi di aggregazione, luoghi condivisi che possano garantire la nascita di nuove forme di socialità e di intrattenimento multiculturale.
Bologna Capitale europea della Cultura
Mi rattristo nel vedere che oggigiorno la cultura è intesa sempre più spesso come un bene accessorio, piuttosto che come bene primario per la vita e lo sviluppo armonico del cittadino. Ebbene, desidero ribaltare questo punto di vista e promuovere un’idea di cultura che sia espressione sincera del potenziale umano della città, la cultura come strumento con cui misurare la reale qualità della vita, un vero e proprio indice di benessere, nonché indicatore dello sviluppo economico.
In Comune mi adopererò per incentivare le esibizioni dal vivo di tutti i generi musicali e le libere espressioni artistiche nelle piazze, nei parchi, nelle fabbriche dismesse, nelle scuole, nei mercati, on the road. Immagino Bologna come un palcoscenico a cielo aperto, che per 365 giorni all’anno sia capace di costruire un’offerta culturale stabile e disseminata ovunque, non solo nel centro storico. Faccio un piccolo esempio che con un modesto investimento potrebbe sicuramente offrire una grande visibilità al Nuovo Rinascimento di Bologna: a rotazione, e quando il meteo lo permette, portare gli studenti dell’Accademia a dipingere in Piazza Maggiore e altre piazze centrali e periferiche; studenti del Conservatorio, musicisti universitari e amatoriali per le strade e mercati; attori, poeti e allievi delle scuole di teatro nelle scuole, asili, centri sociali e per anziani; danzatori nei parchi pubblici. Si potrebbero perciò attrarre nuovi flussi turistici e rendere la visita a Bologna un’esperienza ancora più ricca e speciale.
Al di là dei grandi eventi sporadici e ad alto budget, il vero valore di una idea si scopre nel tempo, nella costanza, nella ripetizione con amore. Per questa ragione proporrò di istituire forme di sovvenzione garantite nel tempo (triennali, quinquennali), che agevolino la stabilità, l’aggregazione, la continuità dei progetti e delle idee maturate in città. Solo una programmazione concertata e a lungo raggio può far rientrare a pieno titolo Bologna nella virtuosa rete internazionale delle capitali culturali.
Bologna Capitale della Creatività
Agire nel segno della creatività penso sia il modo migliore per contrastare l’equazione “crisi economica uguale meno risorse per la cultura”. Ribaltare questa equazione significa investire sulla cultura con creatività, e utilizzare la crisi come un’opportunità di rilancio per l’intera città.
La creatività nasce dal confronto, dall’interazione e dalla libera circolazione delle idee. Per questa ragione ritengo necessario fare del cosmopolitismo una parola chiave delle politiche culturali della città, laddove il ponte tra Bologna e il mondo deve tornare ad essere la nostra Università.
In Comune mi occuperò, come ho sempre fatto nel mio lavoro, di intercettare grandi sponsor e investitori esterni, ricordando loro che la bellezza, la civiltà e la storia di Bologna sono un marchio di eterno e sicuro successo.
Mi piacerebbe individuare all’interno di Palazzo d’Accursio uno spazio da utilizzare come “Casa della Creatività”, e farne il cuore pulsante di una Bologna viva, un luogo di incontro e di circolazione di idee, di concertazione e programmazione condivisa. Tutto il mio appoggio andrà ai teatri della città, ai locali, alle associazioni culturali, ai festival, alle rassegne già esistenti, confermando piena fiducia e sostegno.
Mi impegnerò a valorizzare il privilegio della nomina di Bologna “Città Unesco per la Musica”, attraverso un coinvolgimento sempre più ampio degli artisti di fama internazionale che vivono sotto le due torri invogliandoli a parlare ai giovani per infondere loro fiducia e incoraggiamento a rimanere creativi, senza dimenticare poi di valorizzare le tradizioni culturali e musicali specifiche di una città, come la “Filuzzi” ad esempio. Perché non destinare ad essa uno spazio pubblico in centro storico dove i cittadini e i turisti possano assistere a spettacoli e danze tipiche della tradizione musicale bolognese? Su questo filone ho in mente diversi altri eventi dedicati alle tradizioni musicali e culturali nate o sviluppatesi a Bologna, come la celebrazione della felice stagione dei cantautori.
Una città più viva è una città più sicura
Ritengo necessario un richiamo alla questione della sicurezza e del degrado. Su questo tema gli amministratori hanno spesso dimenticato l’elemento essenziale che rende più vivibile una città: la cultura. La cultura dà vitalità ad una città. Una città più viva è una città più sicura. A riguardo, intendo promuovere specifiche iniziative per “la gente della notte”, con rispetto e sensibilità, e, come accade in tutte le grandi capitali culturali europee, trasformare la vita serale e notturna in una risorsa, un incentivo di socialità per una Bologna Capitale.
Contro il degrado di giorno, invece, per la bella stagione ho una proposta: perché non trasferire a rotazione le lezioni e i laboratori delle Scuole, dell’Università, del Conservatorio e dell’Accademia nei parchi pubblici? Basterebbe una convenzione con il servizio pubblico di trasporti per trasferire gli studenti in questi luoghi e dare vita a presidii felici, contro il degrado e a favore della maggiore integrazione tra l’istruzione e la società.
Infine desidero assumere un impegno in prima persona: per tutta la durata del mandato e senza alcuna spesa per il Comune di Bologna, mi esibirò due volte al mese gratuitamente presso associazioni culturali, sociali e religiose, scuole e asili che ne faranno richiesta. Ma anche presso ospedali, carceri, case di riposo, dormitori e mense. E lo farò con la convinzione che per le giovani generazioni e per chi si trova a vivere in situazioni di disagio e difficoltà la musica rappresenta un momento di reale incoraggiamento e di pura gioia.
